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Antonio Guarasci fu il primo Presidente della Giunta Regionale della Calabria e continua ad essere punto di riferimento di straordinaria attualità per la permanente validità delle sue intuizioni politiche e per le scelte compiute, in un contesto politico-istituzionale-sociale tutt’altro che disponibile al cambiamento, se non addirittura ostile.
Seduta del 19 ottobre 1970 di insediamento del primo Consiglio Regionale della Calabria
La sua azione si sviluppò con entusiasmo e con autentica passione civile, ponendo come obiettivo costante il superamento delle condizioni di marginalità della Calabria frenata dalla crescita civile, economica, sociale e culturale. Nell’opera di Guarasci si evince una ricchezza di insegnamenti e di stimoli che rappresentano una risorsa non solo per una più completa conoscenza dei movimenti politici e culturali che hanno interessato la società calabrese nel corso di questo secolo, ma anche per una riconsiderazione delle scelte di politica economica ed istituzionale da portare avanti per un più adeguato ed intenso sviluppo democratico e civile della nostra Regione.
Antonio GuarasciAntonio Guarasci nasce il 7 maggio 1918 a Rogliano da Luigi e Luigina De Rose, in una modesta casa di Corso Umberto Vico VII. Il padre, dopo anni di emigrazione negli U.S.A. ha messo in piedi una piccola attività commerciale che permette di portare avanti la numerosa famiglia, costituita da sei figli oltre a zie nubili e vedove, nonni, cugini, ecc.: una vera e propria famiglia patriarcale come era normale fino a qualche decennio fa. Con inimmaginabili sacrifici i genitori fanno di tutto per far studiare i figli, puntando soprattutto su Antonio, che, fin da piccolo, dimostra sempre più un carattere indipendente e battagliero, oltre che una intelligenza vivacissima.
Dopo le elementari a Rogliano, Antonio frequenta il Ginnasio inferiore al collegio Manzoni di Cosenza, in seguito il Liceo nel Collegio italo-albanese di S.Demetrio Corone, dove emergono i suoi interessi culturali, le sue doti di leader e la sua volontà di impegnarsi in ogni battaglia che ritiene giusta. Consegue la Maturità Classica al Liceo Telesio di Cosenza e nel 1940 e scoppiata la guerra, disimpegna il servizio militare a Nocera Inferiore; in seguito viene inviato in zona di operazione in Africa Settentrionale. Partecipa alla battaglia di El Alamein e, fatto prigioniero, viene trasferito in campo di concentramento a Seattle negli U.S.A. La prigionia fu per lui un’esperienza fondamentale, venne a contatto con tanti antifascisti italiani, ebbe modo di leggere, di discutere, di confrontarsi. Maturò in quegli anni la sua avversione contro il fascismo e ogni forma di totalitarismo; in tale periodo si formò il suo spirito di tolleranza, il suo profondo senso democratico. Fondò un giornale “Impegno” in cui confluirono le esperienze ideali di questi anni americani.
Ha scritto inoltre sulle riviste: Cronache Calabresi, Calabria Nobilissima, Tuttitalia, La Provincia di Cosenza. Rientrato nel 1946 in Italia, si laurea in Filosofia all’Università di Roma con una tesi su Dewej. In pieno clima referendario si battè a favore della Repubblica e iniziando così la sua militanza politica. Il suo impegno cristiano e il suo antifascismo lo portarono ad aderire alla nascente Democrazia Cristiana, partecipa alle elezioni e viene eletto prima consigliere, divenendo subito assessore.
Fu prima Presidente della Provincia di Cosenza, poi Presidente della Giunta Regionale. Vinse il concorso per merito distinto nel 1967 per l’insegnamento di Filosofia e Storia nei Licei, ed ha vinto anche il concorso per preside di Liceo.
La morte improvvisa, avvenuta il 2 ottobre 1974 in un incidente stradale sull’autostrada SA-RC, mentre si recava a Roma per difendere i posti di lavoro dei tessili in Calabria, tronca bruscamente tutta la passione e l’entusiasmo appassionato del politico, dell’uomo di cultura, dell’educatore, che ha comunicato a tante generazioni di giovani l’amore per la democrazia e la libertà.
 
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